Giovedì 21 febbraio il neocostituito comitato per il Bosco Brussa ha invitato a discutere del Bosco tutte le associazioni Palazzolesi.
La partecipazione all'incontro è stata altissima, praticamente erano presenti il 90% delle associazioni e, dopo ampia discussione, la posizione pressochè unanime è stata di salvare il bosco e continuare con l'opera di piantumazione dell'area.
La prossima iniziativa sarà di allargare la discussione a tutta la popolazione e richiedere anche un incontro all'amministrazione comunale.
Fotovoltaico nel Bosco Brussa, un comitato si oppone
Palazzolo: la protesta dei residenti che chiedono di procedere invece con il rimboschimento dell’area
«Nessun futuro per il bosco». Un appello a Comune, Regione, associazioni locali e a tutta la cittadinanza si è levato dal neocostituito Comitato per la difesa del Bosco Brussa. L’iniziativa, ad opera di alcuni cittadini palazzolesi, è volta infatti a raccogliere le istanze della popolazione sulla questione della prospettata istallazione di pannelli fotovoltaici nei terreni ricadenti nel Bosco Brussa e a rilanciare l’originale progetto di recupero ambientale.
Messaggero Veneto, 19 febbraio 2008
PALAZZOLO. «Nessun futuro per il bosco». Un appello a Comune, Regione, associazioni locali e a tutta la cittadinanza si è levato dal neocostituito Comitato per la difesa del Bosco Brussa. L’iniziativa, ad opera di alcuni cittadini palazzolesi, è volta infatti a raccogliere le istanze della popolazione sulla questione della prospettata istallazione di pannelli fotovoltaici nei terreni ricadenti nel Bosco Brussa e a rilanciare l’originale progetto di recupero ambientale.
Il comitato nasce con lo scopo di difendere il completamento del progetto di rimboschimento dell’area, oggetto nei primi anni Sessanta di un pesante disboscamento e vent’anni più tardi di un progetto di rimboschimento. «Lo sviluppo del bosco è in grave pericolo – affermano in un documento -. Il rimboschimento per il paese era un obiettivo ambizioso, un progetto di grande rilevanza ambientale e paesaggistica, un’occasione per riappropriarsi di una parte importante della propria identità storica e culturale».
Cosa accade oggi? «L’azione di rimboschimento – accusa il Comitato -, purtroppo ha incontrato notevoli difficoltà e ritardi per il disinteresse dimostrato in questi anni dall’amministrazione comunale di Palazzolo. Disinteresse che si era manifestato già nel 2001con la decisione di non accantonare gli introiti derivanti dall’affitto dell’area ancora “da rimboscare”.
Disinteresse che si è manifestato recentemente con l’adozione di una variante urbanistica che “declassa” l’area per consentirvi la localizzazione di un impianto fotovoltaico su una superficie di circa 40 ettari per circa 25-30 anni». «Si tratta, a nostro avviso, di un fatto grave che coinvolge non solo la comunità di Palazzolo, ma un ambito territoriale più vasto. Prima di assumere una decisione così importante sarebbe stato serio promuovere un dibattito e sentire il parere della popolazione».
Il Comitato chiede all’amministrazione comunale di «sospendere qualsiasi iniziativa indirizzata alla localizzazione di un impianto fotovoltaico nell’area di proprietà comunale destinata a bosco, di revocare la delibera adottata, ripristinando la destinazione “Area di rilevante interesse ambientale” a favore dell’area ancora “da rimboscare”»; chiede che la Regione, «valuti le gravi conseguenze che deriverebbero dal mancato completamento del progetto di rimboschimento».
C’è voluto veramente ben poco per smascherare le vere intenzioni e soprattutto il vero grado di sensibilità ambientale dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Bordin. E’ bastato un ordine del giorno presentato in consiglio comunale (il testo originario lo trovate nei commenti di un post precedente). Durante il consiglio del 17 gennaio, di fronte a tale documento il Sindaco Bordin in evidente difficoltà ha commentato che sì, in linea di massima era d’accordo sul dispositivo finale, ma c’erano delle contraddizioni nelle premesse. Ovviamente quando gli è stato chiesto di dire quali contraddizioni non ha saputo rispondere! Il centrosinistra a qual punto ha chiesto di togliere tutte le premesse (mantenendo un generico riferimento al protocollo di Kioto) nonché il primo punto del dispositivo finale.
L’o.d.g. in pratica risultava il seguente:
-visto che l’attuazione del protocollo di Kyoto per la riduzione dei gas ad effetto serra richiede l’attuazione di concrete e coerenti misure anche da parte degli enti locali e nell’ambito di ciascuna comunità e particolare importanza rivestono gli interventi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica delle abitazioni e degli edifici;
-vista la legge Finanziaria per il 2007 che prevede significative misure di incentivazione per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, nonché l’obbligo di installazione di pannelli solari sulle nuove costruzioni;
il consiglio comunale di Palazzolo dello Stella
• chiede al sindaco e alla giunta di dare l’incarico di predisporre un PEC (piano energetico comunale) quale strumento indispensabile per la programmazione del territorio verso la sostenibilità economica, sociale ed ambientale in quanto la valorizzazione, la localizzazione e il corretto uso delle fonti energetiche sono attività fondamentali nella pianificazione ordinata del territorio.
• chiede di attivare presso il comune uno Sportello Energia e di adeguare entro 6 mesi il regolamento edilizio e le prescrizioni urbanistiche agli standard sul rendimento energetico degli edifici previsti dalle più recenti normative nazionali ed europee nonché di predisporre e mettere in atto tutte le misure necessarie a promuovere sul proprio territorio il risparmio e l’efficienza energetica, ed a favorire la diffusione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili ad uso civile.
• chiede di attivare le procedure per dotare di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia solare tutti gli uffici pubblici, municipio, scuole, palestra ecc…. come stanno facendo o hanno già fatto diversi comuni anche del nostro territorio.
Dopo la consueta richiesta di sospendere il consiglio e la canonica mezz’ora di discussione a porte chiuse la maggioranza è rientrata in aula ed un sindaco imbarazzato e balbettante ha dichiarato che non avrebbero votato a favore perché persistevano ancora delle contraddizioni; più volte sollecitato non ha saputo evidenziarne neppure una ma si è fatto scappare che le decisioni proposte “avevano anche dei costi”.
Pertanto la maggioranza Bordin, che vorrebbe togliere 50 ettari al bosco per installare pannelli solari, puntando così (parole dell’assessore Pizzali durante l’assemblea del Marinaretto) a “diventare un comune modello per l’uso e la produzione di energie alternative” ha bocciato nell’ordine la proposta di dotarsi di un piano energetico comunale, la proposta di aprire uno sportello energia al servizio dei cittadini ed anche la proposta di dotare di pannelli fotovoltaici gli edifici pubblici.
Non male veramente per un “comune modello”!!!
La verità è che, e lo hanno dimostrato una volta di più, a questi amministratori non interessa nulla dell’ambiente e neppure delle energie alternative ma puntano solo a far cassa sacrificando il bosco brussa!!!!!
Se si è a favore del fotovoltaico e delle energie alternative si approva il pieno energetico comunale, si apre lo sportello energia, si da il buon esempio prima di tutto come ente pubblico (e se ci sono dei costi questi sì che sono soldi ben spesi!).
Se si è a favore dell’ambiente un impianto di 50 ettari di pannelli si realizza, ma non nel terreno del bosco!!! Ci sono fior di alternative!!! Giù le mani dal bosco!!!
Giovedì 17 alle ore 20.30 è stato convocato il consiglio comunale.
Sarà discusso l'ordine del giorno presentato dal centrosinistra:
ORDINE DEL GIORNO avente per oggetto la variante urbanistica già adottata per consentire la realizzazione di una centrale per la produzione di energia fotovoltaica nei terreni del bosco Brussa , in Area di Rilevante Importanza Ambientale nonché sottoposta ai vincoli per gli usi civici nonché proposte relative alla politica energetica, ambientale ed urbanistica del Comune.
Il testo completo lo trovate nei commenti al post precedente.
Partecipate al Consiglio Comunale!
Quindici giorni dopo un'assemblea tenatasi per lo stesso motivo a Precenicco, dove la stessa ditta ha proposto un insediamento nell'area dell'ex bosco soggetta ad usi civici, assemblea fatta per discutere nel merito e prima di assumere qualsiasi decisione (e non dopo l'approvazione di una variante) anche a Palazzolo l'amministrazione ha organizzato un "convegno sul fotovoltaico".
Anche la scelta di fare un "convegno" e non un'assemblea la dice lunga. In ogni modo la sala del Marinaretto era gremita di cittadini che hanno ascoltato un ingegnere e un agrononomo pontificare sul protocollo di Kioto e spiegarci le caratteristiche, che tutti conoscevano, del nostro territorio, il rappresentante dell'azienda spiegarci il funzionamento del fotovoltaico ed il sindaco assicurare, dopo che era stata illustrata la varinate approvata, che nessuna decisione era stata presa!
Tutta questa messa in scena, per convincere della bontà di una scelta sbagliata invece già presa (e pagata, le varianti hanno anche un costo) non serviva a nulla; infatti tra tutti i presenti crediamo che nessuno fosse contrario al fotovoltaico, anzi, e che le informazioni date fossero note ai più oltrechè reperibili con una ricerca di 10 minuti in internet.
Il vero nodo era 1) la collocazione di un impianto industriale di 40/50 ettari di pannelli nel bosco, decisione tutta politica che ribaltava un'impostazione condivisa da sempre all'interno della comunità ovvero quella di ricreare il bosco nell'intera area peraltro classificata di rilevante interesse ambientale 2) la decisione presa in fretta e furia e senza coinvolgere la comunità anche se la zona è soggetta ad usi civici.
Una discussione tutta politica che ha visto susseguirsi molti interventi che hanno manifestato perplessità ed altrettanti contrarietà all'azione dell'amministrazione chiedendo di rivedere la decisione presa con la variante, per la parte riguardante il bosco.
Il sindaco, che ripeteva come un disco rotto che nessuna decisione era stata presa, sembrava che alla fine avesse preso atto di tale contrarietà promettendo di organizzare altri appuntamenti e di aprire ad altre soluzioni.
Peccato che pochi giorni dopo sulla stampa abbia dichiarato, con sconcerto di chi ha partecipato alla serata, che la maggior parte degli interventi sia stato a favore del fotovoltaico (sai che scoperta, nessuno è contrario) e che quindi ne uscisse avvallata e legittimata la scelta di collocare l'impianto nel bosco.
Ma questi ci sono o ci fanno?
Nel programma elettorale del 2006 solo il centrosinistra accennava al tema della produzione di energia da fonti rinnovabili. Dall'amministrazione Bordin, per quanto riguarda il Bosco Brussa abbiamo già scritto nei post precedenti, per quanto riguarda energie rinnovabili e fotovoltaico non ne avevano minimamente accennato sino alla scorsa estate. Estate durante la quale, folgorati sulla via di Damasco, con un iter affrettato, assolutamente poco trasparente e per nulla partecipato portavano in adozione in consiglio comunale una variante urbanistica per consentire 1) la produzione di energia fotovoltaica in zone agricole sul territorio comunale 2) individuavano in maniera puntuale con la variante la zona del Bosco Brussa da ripiantumare quale area dove insediare una centrale di produzione di energia fotovoltaica fino a 10 mgw.
La variante, scaturita dalla proposta di un'azienda che vorrebbe insediare una centrale che occuperebbe oltre 40 ettari con pannelli alti circa sette metri e che gli amministratori, in cambio di una non meglio precisata indennità per il comune vorrebbero piazzare nei terreni destinati a bosco per la durata di 25 anni, veniva portata all'attenzione dell'opposizione solo due giorni prima dell'approvazione in consiglio.
Del tema si era parlato in maniera vaga e poco approfondita nelle commissioni urbanistica e ambiente ove diversi commissari avevano manifestato perplessità e volontà di approfondire la questione.
Da notare che la zona in questione è classificata AREA DI RILEVANTE INTERESSE AMBIENTALE ed è soggetta ai vincoli degli USI CIVICI, nonostante ciò la variante è stata approvata dalla sola maggioranza senza organizzare neppure un'assemblea informativa con la popolazione.
Solamente dopo alcuni mesi da tale decisione presa in fretta e furia e senza informazione e coinvolgimento nè del consiglio comunale nè dei cittadini, e solo dopo il deposito formale di una mozione dell'opposizione dove si richiedeva, nel ribadire l'apprezzamento per il fotovoltaico ma forte critica alla collocazione di un impianto di tali caratteristiche nel bosco senza considerare alcuna alternativa, 1) un piano energetico comunale, 2) l'apertura di uno sportello energia, 3) la collocazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici e soprattutto 4) di riconsiderare la scelta (per esempio valutando la collocazione di impianti di tali dimensioni all'interno della proprietà regionale Marianis-Volpares coinvolgendo la Regione, oppure aprendo una discussione che coinvolga anche i proprietari di terreni privati), nonchè 5) di organizzare immediatamente un'assemblea pubblica, il Sindaco Bordin e l'Assessore Pizzali organizzavano verso la fine di dicembre un "Convegno sul fotovoltaico" nel Marinaretto.
Nel 2000 il Comune stipula con l’Associazione Amici del Bosco Brussa una convenzione attraverso la quale viene formalmente affidata ai volontari la gestione e la manutenzione di tutto il territorio del bosco mentre i rimanenti 50 ettari di proprietà comunale vengono affittati tramite gara con l’intento di realizzare le risorse necessarie a procedere ad ulteriori fasi di rimboschimento.
Purtroppo l'Amministrazione comunale subentrata nel 2001 ed il Sindaco Bordin hanno ritenuto di spendere gli introiti derivanti dagli affitti dei terreni anche per opere pubbliche (con i soldi del bosco in pratica si realizzano asfalto e cemento) e, di conseguenza, spesso sono mancati i fondi per le necessità dell’associazione Amici del Bosco (attendono da anni un trattore nuovo) e adesso mancano i fondi, che avrebbero dovuto essere accantonati negli anni, per le successive opere di rimboschimento.
Se i fondi derivanti dall'affitto dei terreni (usi civici) fossero stati vincolati ed accontonati adesso saremmo in grado di completare tutto o buona parte del rimboschimento.
Per queste finalità in cassa non c'è un euro. Cosa hanno fatto con i soldi del bosco?
E' stata una decisione condivisa, presa oltre vent'anni fa, da amministratori e cittadini palazzolesi qualla di ripiantumare i terreni comunali dell'ex bosco Brussa, l'ultima porzione del quale era stata tolta negli anni '60.
Grazie all'opera del volontariato, in particolare dell'associazione Amici del Bosco, che iniziarono nel 1985 e successivamente dell'amministrazione comunale nel 1990, vennero ripiantati a bosco 50 ettari su un totale di 100 disponibili e soggetti ad uso civico con l'impegno e la volontà di piantare lotti successivi su tutta l'area disponibile.
I cittadini e le cittadine palazzolesi, anche grazie alla frequentazione di tale splendido ambiente naturale ed all'uso sociale del bosco hanno maturato negli anni una consapevolezza crescente dell'importanza storica, affettiva e naturalistica di tali luoghi, tanto che, nè a livello sociale nè a livello politico-amministrativo a Palazzolo è stata messa in discussione la volontà, espressa convinatamente quasi vent'anni fa e, sinora, ribadita senza esitazioni, di completare la piantumazione dell'intero Bosco non appena possibile.
Questo blog è dedicato a quelli e quelle che non hanno cambiato idea!